
Nel precedente articolo ho introdotto il concetto di corpo esteso: il corpo collettivo di cui ciascun individuo è una parte, e dal quale dipendono concretamente le condizioni della propria esistenza.
A questo punto occorre fare un passo avanti. Se ogni persona è inserita in una rete di relazioni che la collega continuamente a ciò che la circonda, quali sono queste relazioni? E soprattutto: come possiamo comprenderle in modo abbastanza chiaro da iniziare, in seguito, a valutarne la sostenibilità?
Per rispondere a questa domanda utilizzo il concetto di processi di relazione del corpo esteso. Con questa espressione intendo tutti i vettori relazionali che collegano la persona a se stessa, agli altri, allo spazio, al tempo e al pianeta.
Non si tratta quindi soltanto delle relazioni interpersonali. Il modo in cui una persona si rapporta al proprio corpo, utilizza il proprio tempo, occupa uno spazio, consuma una risorsa, partecipa a una comunità o prende una decisione economica produce effetti che entrano nella rete del corpo esteso.
Persona → se stessa
Corpo, bisogni, salute, emozioni, identità, limiti.
Persona → altri
Relazioni affettive, sociali, lavorative, politiche ed economiche.
Persona → spazio
Luoghi, territorio, casa, città, ambienti condivisi, risorse.
Persona → tempo
Uso del tempo, conseguenze future, memoria, continuità tra generazioni.
Persona → pianeta
Ecosistemi, clima, biodiversità e condizioni che rendono possibile la vita.
- Che cosa sono i processi di relazione del corpo esteso?
- Un esempio semplice: andare al lavoro
- Perché è importante osservare i processi e non soltanto i risultati?
- Il rapporto con se stessi
- Il rapporto con gli altri
- Il rapporto con lo spazio
- Il rapporto con il tempo
- Il rapporto con il pianeta
- Perché questi processi sono alla base della consapevolezza del cittadino?
- Dai processi di relazione alla loro sostenibilità
Che cosa sono i processi di relazione del corpo esteso?
Un processo di relazione è il modo in cui una persona entra in rapporto con una parte del proprio corpo esteso e gli effetti che questo rapporto produce nel tempo.
Il termine “processo” è importante perché una relazione non è mai ferma. Produce conseguenze, modifica le condizioni di partenza, genera risposte e può diventare più sostenibile oppure più dannosa.
Per esempio, il rapporto con il proprio corpo comprende alimentazione, sonno, stress, movimento, percezione dei propri limiti. Il rapporto con gli altri comprende fiducia, cooperazione, conflitto, dipendenza, cura, sfruttamento. Il rapporto con lo spazio comprende il modo in cui si utilizzano luoghi e risorse. Il rapporto con il tempo comprende sia la gestione del presente sia le conseguenze che una scelta trasferisce al futuro. Il rapporto con il pianeta comprende l’effetto complessivo delle attività umane sugli ecosistemi da cui dipende la vita.
Questi vettori non funzionano separatamente. Una scelta può coinvolgerne diversi nello stesso momento.
Un esempio semplice: andare al lavoro
Prendiamo un’azione quotidiana come andare al lavoro.
Può coinvolgere il rapporto con se stessi, perché il tempo e le condizioni di lavoro incidono sulla salute e sul benessere. Coinvolge gli altri, perché il lavoro avviene dentro relazioni professionali ed economiche. Coinvolge lo spazio, perché richiede infrastrutture, trasporti e luoghi. Coinvolge il tempo, perché una scelta organizzativa produce conseguenze immediate e future. Coinvolge infine il pianeta, perché mobilità, energia e produzione hanno un impatto ambientale.
Lo stesso gesto, osservato dal punto di vista del corpo esteso, contiene quindi molte relazioni contemporaneamente.
Perché è importante osservare i processi e non soltanto i risultati?
Un risultato fotografa una situazione. Un processo aiuta a capire come ci si è arrivati.
Un’azienda può avere un bilancio economico positivo e allo stesso tempo produrre condizioni di lavoro insostenibili. Una città può crescere economicamente mentre aumenta il consumo di suolo o peggiora la qualità della vita. Una relazione personale può durare molti anni e produrre progressivamente sofferenza per una delle persone coinvolte.
Se si osserva soltanto il risultato finale, una parte importante del fenomeno rimane invisibile. Analizzare i processi di relazione significa invece chiedersi quali effetti vengono prodotti lungo il percorso e su quali parti del sistema ricadono.
Il rapporto con se stessi
Il primo vettore riguarda la relazione della persona con se stessa.
Può sembrare strano inserirla in un discorso sulla sostenibilità collettiva, ma il corpo individuale è il primo sistema di cui ciascuno sperimenta direttamente limiti, bisogni e conseguenze.
La capacità di riconoscere stanchezza, stress, bisogni, emozioni e limiti influisce anche sul modo in cui si entra in relazione con gli altri e con l’ambiente. Una persona che ignora sistematicamente i propri limiti può finire per riprodurre la stessa logica anche verso le persone con cui lavora o verso le risorse che utilizza.
La consapevolezza del corpo esteso parte quindi anche dalla capacità di leggere i processi che avvengono dentro il proprio corpo individuale.
Il rapporto con gli altri
Il secondo vettore riguarda tutte le relazioni con altre persone: affettive, familiari, lavorative, sociali, economiche e politiche.
Ogni relazione distribuisce qualcosa: tempo, attenzione, cura, potere, risorse, responsabilità, possibilità di scelta.
Per questo è utile chiedersi quali effetti una relazione produca sulle persone coinvolte. Genera fiducia? Dipendenza? Cooperazione? Esclusione? Crescita? Esaurimento?
Queste domande non servono a stabilire un modello unico di relazione. Servono a osservare gli effetti.
Il rapporto con lo spazio
Ogni persona occupa e trasforma uno spazio.
La casa, il quartiere, la città, il luogo di lavoro e il territorio non sono semplici contenitori. Sono parti del corpo esteso perché influenzano direttamente salute, possibilità, relazioni e qualità della vita.
Il modo in cui uno spazio viene utilizzato può favorire incontro oppure isolamento, accessibilità oppure esclusione, rigenerazione oppure consumo.
Osservare questo vettore significa quindi chiedersi che tipo di rapporto viene costruito con i luoghi e quali conseguenze produce per chi li vive.
Il rapporto con il tempo
Anche il tempo è un vettore relazionale.
Ogni scelta utilizza tempo e produce conseguenze che possono estendersi oltre il presente. Alcune decisioni offrono un vantaggio immediato trasferendo però il costo alle persone che verranno dopo.
Questo vale per il debito pubblico, il consumo di risorse, il cambiamento climatico, la manutenzione delle infrastrutture, ma anche per molte scelte personali.
Considerare il tempo significa quindi includere nella relazione anche le conseguenze future e le generazioni che non possono ancora partecipare alle decisioni prese oggi.
Il rapporto con il pianeta
Il pianeta costituisce la condizione materiale di tutti gli altri processi.
Aria, acqua, suolo, biodiversità, clima ed energia non sono elementi esterni alla vita umana. Sono condizioni necessarie alla sua continuità.
Osservare il rapporto con il pianeta significa valutare come le attività umane utilizzano queste condizioni e se il loro utilizzo permette al sistema di rigenerarsi nel tempo.
Perché questi processi sono alla base della consapevolezza del cittadino?
Perché la consapevolezza, in una Società Consapevole, riguarda prima di tutto la capacità di vedere le relazioni e le conseguenze delle proprie azioni.
Un cittadino consapevole non deve conoscere tutto. Deve però imparare a chiedersi quali parti del sistema sono coinvolte in una scelta, quali effetti vengono prodotti e chi li riceve.
Questo permette anche di evitare un errore frequente: attribuire tutta la responsabilità al singolo. Individui, imprese, istituzioni e governi hanno capacità di incidere molto diverse. La responsabilità è condivisa, ma non è uguale per tutti.
Essere consapevoli significa quindi riconoscere il proprio ruolo senza perdere di vista il peso degli altri attori presenti nello stesso processo.
Dai processi di relazione alla loro sostenibilità
Una volta definiti i processi di relazione, la domanda successiva diventa inevitabile: come si stabilisce se uno di questi processi è sostenibile?
Per rispondere occorre individuare dei criteri. Bisogna capire quali effetti osservare, come distinguere un processo che mantiene le condizioni della relazione da uno che le deteriora e quali elementi possono essere misurati.
Questo passaggio richiede particolare attenzione, perché qualsiasi sistema di misurazione può diventare arbitrario se non chiarisce i propri presupposti. Il tema dei criteri verrà quindi affrontato separatamente e in modo più approfondito.
Nel prossimo articolo entrerò proprio in questo punto: quali parametri possono essere utilizzati per valutare la sostenibilità dei processi di relazione del corpo esteso?