La sostenibilità regge alla prova dei fatti? Tre casi reali letti attraverso il corpo esteso

Lettura sistemica della sostenibilità nei processi del corpo esteso

Qualunque metodo di pensiero resta incompleto senza discernimento umano. Una griglia può aiutare a vedere più relazioni, conseguenze e scale temporali; non può assumersi la responsabilità della scelta al posto nostro. Quella responsabilità resta affidata alla capacità filosofica, emotiva e pratica delle persone di interpretare ciò che osservano e decidere che cosa ritengono sostenibile.

L’obiettivo di fondo, in questo progetto, è la sostenibilità della vita. Non necessariamente la sostenibilità di ogni singolo processo preso isolatamente. Un lavoro, per esempio, può essere economicamente efficiente e perfino duraturo, ma se rende progressivamente insostenibile la vita di chi lo svolge, la sua continuità non è di per sé un criterio sufficiente.

Nel pillar dedicato al corpo esteso ho proposto di considerare la persona come parte di un corpo collettivo costituito dalle relazioni ecologiche, biologiche, sociali e simboliche che rendono possibile la vita. Nell’articolo successivo sui processi di relazione del corpo esteso ho provato a descrivere i vettori che collegano la persona a se stessa, agli altri, allo spazio, al tempo e al pianeta. Infine ho proposto cinque criteri di osservazione: preservazione e rigenerazione, distribuzione degli effetti, autonomia, effetti nel tempo, capacità di feedback e correzione.

Ora possiamo sottoporli a una prova più concreta. Non per assegnare un voto ai casi analizzati, ma per verificare se questo modello di ragionamento riesce a rendere visibili aspetti che una lettura settoriale tende a separare.

Corpo esteso e iperoggetti: una breve finestra

La teoria degli iperoggetti di Timothy Morton descrive entità distribuite su scale spaziali e temporali così vaste da eccedere la nostra percezione diretta. Il cambiamento climatico è l’esempio più intuitivo: ne incontriamo eventi, dati ed effetti locali, ma non possiamo percepirlo nella sua interezza come percepiremmo un oggetto circoscritto. Morton sviluppa questa idea in Hyperobjects: Philosophy and Ecology after the End of the World (2013).

Il corpo esteso può integrarsi con questa prospettiva senza coincidere con essa. Se l’iperoggetto aiuta a pensare fenomeni che superano la scala individuale, il corpo esteso prova a osservare le relazioni attraverso cui individui, organizzazioni, territori e istituzioni sono concretamente dentro quei fenomeni. Produzione, mobilità, energia, consumo, lavoro e organizzazione urbana sono processi locali, ma partecipano a effetti che possono estendersi nello spazio e nel tempo ben oltre chi li genera.

Dedicherò a questo rapporto un approfondimento specifico; il rimando verrà aggiunto qui quando sarà pubblicato.

Caso 1: lavoro remoto in Microsoft

Il lavoro da remoto è un buon caso perché può produrre contemporaneamente vantaggi ambientali, guadagni di tempo e cambiamenti nella qualità delle relazioni professionali.

Una analisi dell’International Energy Agency ha stimato che, per chi si sposta in auto, lavorare da casa tende a ridurre l’impronta di CO₂ quando il tragitto evitato supera circa sei chilometri; per tragitti brevi o effettuati con trasporto pubblico, l’aumento dei consumi domestici può ridurre o invertire il vantaggio energetico.

Parallelamente, uno studio pubblicato su Nature Human Behaviour ha analizzato email, calendari, messaggi, chiamate e ore di lavoro di 61.182 dipendenti Microsoft negli Stati Uniti durante il passaggio al lavoro remoto. I ricercatori hanno osservato reti di collaborazione più statiche e separate, con meno collegamenti tra gruppi differenti e un maggiore ricorso alla comunicazione asincrona.

La domanda «il lavoro remoto è sostenibile?» diventa quindi troppo povera. Sul vettore del tempo può restituire ore prima assorbite dagli spostamenti; sul vettore del pianeta può ridurre alcune emissioni; sul vettore delle relazioni può modificare il modo in cui circolano informazioni e legami professionali; sul piano dell’autonomia può essere liberante oppure trasformarsi in reperibilità continua.

Il criterio non è preservare il lavoro in quanto tale, ma osservare se la sua organizzazione preserva la vita che quel lavoro dovrebbe rendere possibile.

Caso 2: le Superilles di Barcellona

Le Superilles, o Superblocks, sono interventi urbani che riducono lo spazio dedicato alle automobili e lo restituiscono a pedoni, mobilità attiva, verde e vita di quartiere.

Una valutazione pubblicata su Environment International ha stimato che l’applicazione estesa del modello a Barcellona potrebbe evitare circa 667 morti premature ogni anno, grazie soprattutto alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, del rumore e del calore urbano, insieme all’aumento del verde e dell’attività fisica. Lo studio è consultabile su PubMed.

La stessa trasformazione può però produrre pressioni differenti sul territorio. Una ricerca del 2024 sull’equità spaziale delle nuove aree pedonalizzate evidenzia benefici diffusi ma anche possibili pressioni di gentrificazione e uso intensivo dello spazio pubblico. Un ulteriore studio del 2025 ha rilevato cambiamenti sociodemografici compatibili con dinamiche di gentrificazione dopo diversi interventi di pedonalizzazione a Barcellona.

Qui una lettura sistemica impedisce di fermarsi a un solo indicatore. Migliorare aria, mobilità e salute è un risultato reale. Ma anche la possibilità degli abitanti di continuare ad abitare il luogo trasformato appartiene alla sostenibilità del processo. La questione diventa quindi: come preservare i benefici ecologici e sanitari senza trasferire parte del costo sociale su chi ha meno capacità di assorbirlo?

Caso 3: Fairphone e lo smartphone sostenibile

Fairphone è interessante perché tenta esplicitamente di intervenire su più livelli della filiera elettronica: durata dei dispositivi, riparabilità, materiali riciclati o provenienti da filiere più responsabili, condizioni di lavoro e gestione dei rifiuti elettronici.

Nel proprio Impact Report 2025, l’azienda dichiara che l’estensione della vita utile dei dispositivi ha evitato 2.083 tonnellate di CO₂e, quasi un milione di metri cubi di acqua dolce e circa 15 tonnellate di estrazione di materie prime nel 2025. La stessa azienda ricorda però che uno smartphone richiede decine di materiali provenienti da filiere globali complesse e che anche i materiali riciclati presentano limiti e criticità. Il programma Fair Materials rende visibile proprio questa complessità.

Questo caso mostra una caratteristica utile del quinto criterio: la capacità di osservare i propri effetti e correggere progressivamente il processo. La sostenibilità non appare come uno stato puro raggiunto una volta per tutte, ma come la capacità di includere nel proprio campo di decisione un numero crescente di conseguenze.

Risorsa incorporata — Fairphone Impact Report 2025

Se il documento non viene visualizzato nel browser, apri il report completo.

Che cosa cambia con una lettura sistemica?

I tre casi non producono una classifica. Mostrano che una decisione apparentemente circoscritta può essere letta come una configurazione di relazioni.

Caso Beneficio visibile Ciò che la lettura sistemica aggiunge
Lavoro remoto Meno spostamenti, più flessibilità Energia domestica, relazioni, autonomia, confini del tempo
Superilles Aria, salute, verde, mobilità Accessibilità economica, permanenza, distribuzione dei benefici
Fairphone Durata, riparabilità, materiali Miniere, lavoro, filiere, e-waste, capacità di correzione

Il punto non è rendere tutto misurabile con la stessa unità. È evitare che un singolo indicatore positivo diventi automaticamente il giudizio sull’intero processo. I cinque criteri funzionano meglio come domande ricorrenti: che cosa viene preservato e che cosa viene consumato? Chi riceve i benefici e chi assorbe i costi? Quali possibilità di scelta restano? Che cosa accade nel tempo? Il sistema riesce a riconoscere conseguenze impreviste e correggersi?

Il modello resta quindi intenzionalmente non conclusivo. La sua funzione è ampliare il campo prima della decisione. Il giudizio finale richiede discernimento umano, perché nessuna griglia può decidere da sola quanto un beneficio ambientale debba pesare rispetto a un costo sociale, o quale compromesso sia accettabile per una comunità.

Mini glossario del progetto

Corpo esteso
Nel lessico di questo progetto, il corpo collettivo di cui ciascuno è una cellula: l’insieme delle relazioni ecologiche, biologiche, sociali e simboliche che costituiscono le condizioni della vita.
Processi di relazione del corpo esteso
I vettori attraverso cui una persona entra continuamente in relazione con se stessa, gli altri, lo spazio, il tempo e il pianeta, producendo effetti reciproci.
Lettura sistemica
Espressione già presente nel pensiero sistemico: indica l’osservazione di relazioni, retroazioni, interdipendenze ed effetti distribuiti, evitando di isolare artificialmente una sola variabile dal contesto.
Iperoggetti
Termine di Timothy Morton per fenomeni o entità distribuiti su scale spazio-temporali così ampie da eccedere la percezione individuale diretta, come il cambiamento climatico.
Sostenibilità sistemica della vita
Nel quadro qui proposto, capacità di un insieme di relazioni di mantenere e rigenerare nel tempo le condizioni che rendono possibile la vita, senza trasferire sistematicamente i propri costi verso altri soggetti, territori o generazioni.

Se questo paradigma ha un’utilità, non consiste nel dirci automaticamente che cosa scegliere. Consiste nel renderci più difficile non vedere le conseguenze delle nostre scelte.

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